Stefano Carecchio

Miami & The Groovers

Stefano Carecchio è nato a Vercelli il 25 agosto 1978.
Dopo aver compiuto gli studi classici presso il Liceo Ginnasio "Lagrangia" di Vercelli, si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino dove si è laureato nel 2002.
Vive da sempre a Santhià, dove esercita la professione forense dal 2005, ed ama partecipare alla vita sociale ed agli appuntamenti ricreativi e culturali.

Ha coltivato la passione per il teatro sin dal liceo frequentando corsi di recitazione e teatro e recitando da protagonista con la Compagnia teatrale de “Gli Sbiriulà” nella commedia brillante piemontese. Appassionato e devoto sostenitore delle tradizioni popolari piemontesi, ha partecipato a concorsi di poesia dialettale e nel 2005 ha ottenuto una menzione speciale al Premio di Poesia Dialettale “Cesare Filippone” a Vercelli.
Dal 2008 è iscritto alla facoltà di Agraria dell’Università di Torino.

   

Nel 2010 dà alle stampe il suo primo romanzo, SABATO PROSSIMO.
Dalla quarta di copertina:
Un paese della bassa vercellese, con la piazza, l’oratorio, i viali (l’allea); una scuola nel capoluogo di provincia; un io narrante anonimo; e decine di nomi e personaggi. In Sabato prossimo si ritrovano storie che hanno fatto la gioventù di tanti ragazzini degli anni ’90, storie tanto comuni quanto ignote, adornate dei valori dell’età (l’amicizia, la compagnia, l’amore… ).
Tanti ambienti, tante situazioni tra loro diverse, tutte vissute in prima persona dall’io narrante, e tutte accomunate da un’unica, inaspettata sorte: la loro fine.
Sabato prossimo è storia di emozioni giovanili, di cambiamenti e di scoperte nuove, ma è anche storia della riscoperta delle cose passate e di finali prematuri.
La trama segue proprio questo percorso. Tutte le storie trovano la loro fine; alle cose da raccontare ed alle aspettative subentrano i ricordi; i problemi del ragazzino lasciano il passo alle riflessioni dell’uomo, che si sviluppano a partire dalle esperienze vissute. È così che normali storie di gioventù e di paese possono assurgere a punto di partenza per una riflessione che, in questo caso, può condurre a conclusioni inusuali, quelle che trae chi inizialmente si riteneva protagonista e si ritrova a sentirsi spettatore malinconico di eventi inevitabili. Il tempo, inizialmente ritenuto unico responsabile, viene affiancato dalla consapevolezza che, a volte, l’amara fine delle cose è favorita dal carattere delle persone, dalla loro immaturità e dagli errori commessi.

Scarica la pagina de "La Sesia" del 16 aprile 2010 dedicata a Stefano Carecchio in .pdf
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